domenica 9 novembre 2008

Cake con pistacchi e limone :-PPP



Buon giorno ragassuoli e buona domenica a tutti... oggi vi voglio svegliare con un dolcetto mooooolto buono.

Questo cake l’ho scopiazzato da un bellissimo libro che ho, che si chiama: cakes dolci e salati. Mi incuriosiva il connubio tra limone e pistacchi e così ho deciso di provarlo. Unico neo è che, nonostante io abbia messo il lievito non è cresciuto per niente, o meglio, in forno, ha cominciato a gonfiarsi tantissimo poi ad un certo punto è collassato (infatti non è molto bello da vedersi e le foto non sono un granché) comunque vi assicuro che il risultato, per quanto riguarda il gusto, è meraviglioso. Secondo me per farlo crescere bene andrebbe aggiunta un altro po’ di farina... voi che ne pensate? Inoltre ho sostituito il burro con la margarina poiché dovevo portarlo a casa di un’amica che è intollerante a tutti i latticini... beh, ha avuto un successone e vi consiglio veramente di provarlo.
Ecco qui la ricetta:

ingredienti:
80 gr. di farina, 100 gr. di pistacchi verdi, 3 uova, 170 gr. di zucchero, 150 gr. di burro, la buccia grattugiata di 1 limone non trattato, il succo di 2 limoni, ½ bustina di lievito per dolci, ½ cucchiaino di bicarbonato (facoltativo), 1 pizzico di sale.

preparazione:
scaldare il forno a 180°, nel frattempo, con un robot da cucina ridurre i pistacchi in polvere finissima. In un’insalatiera, sbattere le uova con lo zucchero. Quando il composto sarà raddoppiato di volume e risulterò spumoso, aggiungere, poco a poco, la farina, il succo e la buccia grattugiata di limone, il burro fuso, il sale. Incorporare delicatamente il lievito ed il bicarbonato. Dividere l’impasto in due parti uguali e incorporare ad una i pistacchi in polvere. Versare in uno stampo (possibilmente di silicone perché l’impasto con i pistacchi tende ad attaccarsi, io ho ovviato a questo problema mettendo della carta forno bagnata e ben strizzata) prima l’impasto chiaro poi quello con i pistacchi. Infornare e cuocere per 40 minuti. Lasciare raffreddare prima di sformare il cake.

Bellezza a parte....vi gusta????

mercoledì 5 novembre 2008

minestra di cicerchie e broccolo romano



Questa è un’altra delle mitiche minestre di mia mamma. Sono talmente buone che le chiedo spesso di farmele, soprattutto quando... devo scaldare le mie quattro ossucce!!! E poi diciamolo: la sera, in inverno, una buona minestra calda fa’ sempre piacere. Si, lo so’ è difficile trovare le cicerchie ma se doveste trovarle vi raccomando vivamente di comprarle, perché hanno un sapore squisito, assomigliano leggermente ai ceci e, accoppiate con il broccolo romano, vi assicuro che sono buonissime. Ovviamente io vi presento qui la versione semplice ma voi, a vostro piacimento, potete mettere nella minestra della pasta o dei bei crostini tostati al forno... et voilà... il primo è pronto in tavola...

buon appetito a tutti!

ingredienti x 4:
250 gr. di cicerchie, 1 broccolo romano piccolo (quello verde), 1 patata, 1 carota, ½ cipolla, 1 costa di sedano grande, 2 foglie di salvia, 1 rametto di rosmarino, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, olio d’oliva, sale, 1 dado da brodo facoltativo.

preparazione:
mettere in amollo per una notte le cicerchie in acqua fredda, poi sciacquarle bene. Preparare il trito con una costa grande di sedano, ½ cipolla media e 1 carota, 2 foglie di salvia e 1 rametto di rosmarino e frullare tutto nel mixer fino ad ottenere una crema densa. In una pentola mettere un velo d’olio d’oliva e mettere il trito, far insaporire un paio di minuti a fuoco basso. Aggiungere le cicerchie, farle insaporire qualche minuto, quindi aggiungere dell’acqua (quanto basta a coprirle) e far cuocere a fuoco basso per circa 45-50 minuti. Nel frattempo ridurre a cimette il broccolo romano ed aggiungerlo nella pentola passati i 45-50 minuti di cottura delle cicerchie, aggiungere anche 1 cucchiaio di passata di pomodoro, il dado da brodo ed 1 patata tagliata a dadini piccoli. Cuocere ancora per 40-45 minuti sempre a fuoco dolce. Se serve aggiungere dell’acqua.

lunedì 3 novembre 2008

Cornettini friabili allo yogurt di Anna Moroni


Bene ragazzi eccomi qui, ma devo dirvi che mi sono messa a dieta quindi avrò sicuramente difficoltà a postare ricette ogni giorno. Comunque ogni volta che farò qualche ricettina sfiziosa... promesso che la posto... anche se non sarà tutti i giorni ma un po’ più dilatata nel tempo. Comunque, per farmi perdonare, oggi, vi propongo una ricettina che ho provato a fare qualche tempo fa’ e che mi ero riproposta di fare cambiando leggermente la ricetta perché questi cornettini mi sfiziavano molto, e devo dire la verità che sono buoni, l’unica cosa però, che cambierei perché non sono per niente dolci e non sanno di molto, è quella di mettere nell’impasto un po’ di zucchero. Così credo siano perfetti perché, per il resto, sono veramente buoni: pasta friabile e all’interno ci si può metter ciò che si vuole, dalla marmellata, al miele, alla nutella e nocciole insieme, insomma quello che volete. Quindi, a parer mio, provatela ma aggiungete un po’ di zucchero nell’impasto della frolla. Per le quantità di zucchero ho paura che ognuno si dovrà regolare per proprio conto assaggiando la pasta.
Altra cosa che ho cambiato è stata quella di dividere la pasta in due parti perché la ricetta prevedeva solo 8 cornetti, e così facendo ho raddoppiato il numero dei cornettini.

Ma ora passiamo alla ricetta.

x 16 cornettini:

250 gr. di farina, 125 gr. di burro, 125 gr. di yogurt bianco intero, ½ bustina di lievito per dolci, 1 pizzico di sale, zucchero q.b.

per farcire:
marmellata o miele o nutella per farcire q.b. e zucchero a velo da spolverizzare all’ultimo

preparazione:
accendere il forno a 180°. Mettere su di una placca della carta forno bagnata e ben strizzata.
Sciogliere il burro a bagnomaria (io l’ho fatto nel microonde) e farlo freddare. Quindi mettere nel mixer tutti gli ingredienti, compreso lo zucchero, azionando il mixer fino a quando si otterrà un composto omogeneo. Assaggiare se la pasta è giusta di zucchero. Toglierla dal mixer e lavorarla un po’ con le mani, dividere in due l’impasto e formare delle palle. Far riposare una decina di minuti coprendola con un panno pulito. Quindi riprendere una delle due palline e, infarinando la spianatoia stendere la pasta a forma di tondo. Tagliare la pasta in 8 spicchi con un coltellino. Farcire la parte larga con un po’ di marmellata o miele o nutella (considerare che ne va’ messa meno di un cucchiaino perché, in cottura, tende ad uscire) e cominciare ad arrotolare dalla parte più larga fino ad arrivare alla parte più stretta, formando così dei cornettini. Fare la stessa cosa con la seconda pallina di pasta frolla. Quindi posizionarli sulla placca con la carta da forno ed infornare per 20 minuti. Una volta freddi spolverizzare con zucchero a velo.


Carini, no???

venerdì 31 ottobre 2008

Fettuccine radicchio e gamberi



Si, si, sono qui! Tranquilli... non sono scappata: è che ogni tanto mi devo assentare dal blog perché anch’io, essendo una casalinga, ho da fare un milione di cose.... e si sa bene quante cose ci sono da fare in una casa.
Quindi non ho avuto molto tempo per cucinare cose... come dire... un po’ più ricercate e mi sono dedicata, invece, ad una cucina pratica e veloce. Comunque, l’altro giorno, mi è venuta voglia di fare le fettuccine fatte in casa, ma di queste non vi passo le dosi e la preparazione perché ho seguito la ricetta della macchina del pane ma, ahimè, me ne sono venute una quantità industriale, perché nella ricetta era prevista anche dell’acqua e dai che incorporavo farina per non far risultare la pasta troppo appiccicosa e poterla lavorare... risultato? Abbiamo mangiato fettuccine per tre giorni!!! (Non che io disdegni...) ;-PPP
Comunque quello che, invece, mi è piaciuta è stata la ricetta che ho visto fare su Alice tv da Gianluca Nosari ma che ho leggermente modificato perché prevedeva l’uso della panna (e sapete che io preferisco usare al suo posto del latte parzialmente scremato). Beh, ragazzi, ne è uscita fuori una ricetta veramente deliziosa e piacevole, nonostante l’accoppiamento che io non avrei mai osato fare di gamberi e parmigiano. Credetemi vale veramente la pena assaggiare questo piatto, vedrete che me ne darete ragione.
Ora passiamo alla ricetta.

Le dosi sono per 3:

circa 400 gr. di fettuccine fresche, ½ cespo di radicchio (quello tondo), ½ cipolletta bianca, 1 confezione di gamberi surgelati (se volete potete sostituirli con quelli freschi, io ho usato quelli surgelati per comodità e per velocizzare), 2 belle spruzzate di vino bianco secco, q.b. di latte parzialmente scremato, 2 belle manciate di parmigiano grattugiato, 1 spicchio d’aglio, olio d’oliva, sale e pepe macinato fresco.

preparazione:

Far scongelare i gamberi. Mettere a bollire abbondante acqua salata. Nel frattempo preparare il condimento. Lavare e tagliare a listarelle di 1 cm. il radicchio, affettare sottilmente la cipolletta. In una padellina mettere un fondo di olio d’oliva (considerare che dovrà condire le fettuccine) e far appassire la cipolla senza farla bruciare. Appena appassita mettere il radicchio e far appassire anche questo, dopo un paio di minuti mettere una bella spruzzata di vino. Far evaporare, una volta evaporato spengere il fuoco e tenere da una parte. In un altro padellino mettere un altro fondo d’olio e lo spicchio d’aglio. Far dorare, quindi toglierlo. Mettere i gamberi, tagliati a tocchetti, nell’olio e farli cuocere per un paio di minuti, quindi aggiungere una spruzzata di vino e far evaporare. Una volta evaporato il vino spengere ed unire i gamberi al radicchio ed aggiungere una spruzzata di latte (tenere presente che deve venire una sorta di crema al momento di mettere il parmigiano quindi non esagerare). Salare, pepare. Mescolare il tutto e lasciare da una parte. Quando bolle l’acqua tuffarvi le fettuccine. Un minuto prima di scolare le fettuccine riaccendere il fuoco sotto il condimento, mantenendolo dolcemente per tenerlo in caldo e, quando le fettuccine saranno cotte al dente, scolarle e passarle in padella per la manteca. Aggiungere le due manciate di parmigiano e mescolare bene. Impiattare e servire subito.

Vi piaceranno di sicuro... promesso!

Dolcetto o scherzetto a tutti! ;->

martedì 21 ottobre 2008

Pollo al curry con riso bianco



Oooooh! Anche oggi eccomi qua a proporvi un piatto che, spesso, mi diletto a fare e che al maritozzo piace molto. Per questo piatto non ho seguito nessuna ricetta... è tutta farina del mio sacco!
Il tutto è nato un giorno in cui avevo alcuni ingredienti e, come al solito, tutti voi sapete che debbo pasticciare e pastrocchiare in cucina... si, lo so’ non ho creato niente di nuovo! Già esisteva questo piatto... ma questo è il mio modo di fare il pollo al curry e mi piace presentarlo come piatto unico accompagnandolo a del riso bianco totalmente scondito...

A noi piace molto... e voi che ne pensate?

ingredienti x 3:
500 gr. di petto di pollo o di tacchino tagliato a quadretti, 350 gr. di riso (possibilmente quello che scuoce, io non amo tanto quello che tiene la cottura perché è gommoso, potete anche sostituirlo con il riso Basmati che è più profumato ma non a tutti piace), 1 cucchiaino e ½ di curry, latte parzialmente scremato, ½ cipolla bianca, sale, pepe e farina q.b., olio d’oliva, vino bianco secco.

preparazione:
Portare a bollore abbondante acqua salata. Quando bolle l’acqua buttare il riso e farlo cuocere. Quando il riso sarà cotto scolarlo e tenerlo da una parte mettendolo in degli stampini di alluminio imburrati. Tagliare la cipolla a velo e farla appassire in un bel fondo d’olio d’oliva in un tegame dai bordi alti (meglio se di coccio) senza farla bruciare, infarinare i tocchetti di pollo e scuoterli per far scendere la farina di troppo, quindi metterli nel tegame. Attenzione a non farli attaccare, girandoli spesso. Una volta fatti “sigillare” aggiungere una bella spruzzatona di vino bianco secco e, prima di farlo evaporare, aggiungere il curry ed amalgamare bene il tutto con un cucchiaio di legno. Una volta evaporato il vino aggiungere un ¼ di bicchiere di latte parzialmente scremato e lasciar cuocere fino a che non si sarà creata una cremina densa. Spengere il fuoco sotto il tegame. Impiattare il riso ed il pollo e servire con il pollo caldo ed il riso freddo.


... provare per credere... ;-PPP

lunedì 20 ottobre 2008

La mia pasta al forno



Questa volta vi propongo un classico che a me piace da matti perché mi regala quel gusto d’altri tempi di cose semplici fatte con amore. Purtroppo le foto non rendono giustizia ma fidatevi quando vi dico che era buonissimo. Sicuramente ognuno di voi sa’ preparare sicuramente questo piatto, ma ho deciso comunque di proporvi la mia versione con le polpettine e senza besciamella che ho sostituito (egregiamente) con il latte parzialmente scremato.
A casa l’hanno spazzolato in un batter d’occhio... ora non mi resta che sottoporlo al vostro giudizio...

ingredienti:
500 gr. di pasta tipo paccheri, 200 gr. di carne tritata di manzo, 1 bottiglia di passata di pomodoro, sottilette (quanto basta a farne uno strato), prosciutto cotto (quanto basta a farne uno strato), una manciata di prezzemolo tritato, noce moscata q.b., parmigiano grattugiato q.b., 1 uovo, vino bianco q.b., latte parzialmente scremato q.b., pangrattato q.b., burro per la teglia, 3-4 fette di pane a cassetta, 1/2 cipolla bianca, olio d’oliva, sale e pepe.

preparazione:
portare a bollore abbondante acqua salata, nel frattempo preparare le polpette per il sugo. In una ciotola mettere la carne tritata, 1 uovo, 1 manciata di parmigiano grattugiato, il pane a cassetta privato dei bordi, bagnato nel latte e strizzato ma non completamente, la noce moscata, sale, pepe ed il prezzemolo tritato. Amalgamare bene con le mani fino a che il tutto sia ben mescolato. Con questo composto preparare delle polpettine grandi, circa, come delle nocciole e tenerle da una parte.
Accendere il forno a 200°. Quando bolle l’acqua tuffare la pasta e farla cuocere calcolando il minutaggio riportato sulla confezione meno 2-3 minuti. Preparare il sugo mettendo in un tegame largo e basso dell’olio d’oliva fino a coprire quasi il fondo e la cipolla tagliata a velo. Far appassire ma non bruciare, quindi mettere le polpettine e farle sigillare da tutte le parti. Mettere una bella spruzzata di vino bianco e far evaporare. Una volta evaporato mettere la passata di pomodoro e far cuocere coperto e a fuoco dolce per una quindicina di minuti. (Attenzione a non far ritirare troppo il sugo, deve rimanere abbastanza liquido).Aggiustare di sale e pepe alla fine. Una volta cotta la pasta scolarla e condirla subito con dell’olio d’oliva. Aggiungere il sugo e mescolare bene. Aggiungere una manciata di parmigiano grattugiato e circa 1/2 bicchiere (regolarsi ad occhio) di latte e mescolare bene il tutto (il sugo deve risultare un po’ liquido e non troppo compatto, questo accorgimento lo adotto per non mettere la besciamella che rende il tutto un po’ troppo pesante, così, invece, rimane un po’ più leggera). Imburrare una teglia (per la larghezza regolarsi tenendo conto che io ho usato quella con lo stampo a cerniera, anche se non mi serviva di aprirla), mettere il pangrattato su tutto lo stampo e adagiare uno strato di pasta. A questo punto fare uno strato di prosciutto cotto e uno sopra di sottilette. Coprire ancora con la restante pasta. Cospargere la superficie con del pangrattato e con un po’ di parmigiano grattugiato. Aggiungere anche qualche fiocchetto di burro. Infornare per 25-30 minuti, una volta cotto levare dal forno, lasciar riposare 3-4 minuti e poi servire.



Io ne mangerei in quantità industriali... e voi? :-9999

sabato 18 ottobre 2008

crostata di mele veloce veloce... ;-)




Uuuuuhhheeee! anch'io partecipo alla splendida iniziativa di Essenza di Vaniglia.


Che belloooooo!




Bene bene, oggi è sabato ed è giornata di “dolcetto”...
Ma per farvi risparmiare tempo vi propongo una ricetta che una volta mi fece una mia amica e che trovai veramente deliziosa, la cosa bella di questa ricetta è che ci vogliono solo 4 ingredienti, tutti già pronti (lo so’ che alcuni di voi storceranno il muso... ma quando si va’ di fretta... tutto fa’ brodo!!!) ed è una di quelle cose che vi risolve se qualcuno viene a trovarvi inaspettatamente e non avete niente da offrire. Si prepara in 2 minuti (a parte i minuti di cottura) ed è una di quelle cose che vanno bene anche per quando ci si vuole coccolare un po’... e voi ragazze mi capite, no???
Bene, passiamo alle cose serie... ecco la ricetta (quasi mi vergogno a proporla)....

ingredienti:
1 confezione di pasta frolla già pronta (buitoni, quella tonda al banco frigo), 1 mela golden piuttosto verde (non matura, deve avere il sapore limonoso e non essere farinosa), chi vuole può metterne un po’ di più: regolatevi voi, 1 confezione di budino al cioccolato bianco (se non lo trovate va bene anche il preparato per il budino alla vaniglia), zucchero a velo.



preparazione:
accendere il forno a 180°. Stendere la pasta sfoglia in una teglia, con l’apposita carta forno, tenendo i bordi alzati. Bucherellare con i rebbi di una forchetta tutta la superficie della frolla. Sbucciare la mela tagliarla in quattro spicchi e poi farla a fettine sottili; metterla via, via, sulla pasta frolla sovrapponendole leggermente. Una volta finito di mettere tutte le fettine, avendo cura di ricoprire bene il fondo, spolverizzare sopra con il preparato per il budino al cioccolato bianco, come se fosse zucchero e senza esagerare troppo, deve essere ben cosparso su tutta la superficie ma non esagerate. Ripiegare i bordi arricciandoli con le dita.
Infornare a 180° per 25-30 minuti. Una volta cotta sfornare e lasciare intiepidire prima di metterla sul piatto di portata, spolverizzare con zucchero a velo e servire. Io la trovo deliziosa con una crema fatta leggermente liquida ed un po’ di cannella spolverizzata sopra, e voi che ne pensate?




Dite la verità: questa ragazzi è veramente facile, o no?!

Buona domenica a tutti! ;-)))

giovedì 16 ottobre 2008

zuppa di ceci e spinaci



Oggi vi presento una ricetta che a me ha incuriosito molto quando l’ho letta e che, devo dir la verità, è buonissima. L’ho trovata su uno dei miei tanti giornali di cucina molti anni fa’ e, in inverno, la faccio spesso, soprattutto quando sento il bisogno di un bel piatto caldo per scaldare le mie povere 4 ossucce!
Di tanto in tanto aggiungo la pasta che in origine, nella ricetta, non c’era comunque qui vi propongo tutte e due le versioni...
...a voi scegliere quella che più vi sfizia... :-9

ingredienti:
200 gr. di pasta tipo lumachine, 400 gr di ceci in scatola, 300 gr. di spinaci, ½ cipolla, 100 ml. di passata di pomodoro, 2 dadi vegetali o da brodo, 40 ml. olio d’oliva, sale, 4 fette di pane tostato.

preparazione:
portare a bollore un litro e mezzo di acqua e sciogliervi i dadi da brodo. Eliminare le parti sciupate e le radici degli spinaci. Lavarli e tagliarli a striscioline. Sbucciare la cipolla e affettarla sottile. Scaldare l’olio in una casseruola e mettere a soffriggere la cipolla. Rosolarla per 3 minuti a fuoco basso, mescolando con un cucchiaio di legno: fare attenzione a non farla bruciare. Unire la passata di pomodoro e cuocere per 2 minuti. Poi aggiungere i ceci e mescolare. Lasciarli insaporire per 5 minuti, quindi aggiungere tutto il brodo caldo, unire anche gli spinaci e mescolare bene. Cuocere la zuppa per 20 minuti a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto. A fine cottura, quando la zuppa bollirà buttare la pasta e cuocerla togliendo dal tempo indicato sulla confezione della pasta un paio di minuti. A fine cottura, spengere il fuoco e lasciar riposare per 5 minuti coperto. Se si vuole mangiare tipo zuppa non aggiungere la pasta ma tostare le fette di pane, metterle in 4 scodelle ed irrorare con la zuppa.




Fatemi sapere se vi è piaciuta...

martedì 14 ottobre 2008

peperoni dell'allievo )->





A questa ricetta ho dato questo nome curioso perché mi è stato data, nel periodo in cui facevo l’istruttore di tiro con l’arco )->, da un mio allievo e caro amico Alessandro.
La preparazione di questo piatto si fa’ in pochissimi minuti (a parte la cottura) ed ha un sapore magnifico.
Approposito: Stefano (mestolo e paiolo) se non sbaglio proprio a te piacevano i peperoni, no? Allora questa ricettucola la dedico a te! Te l'avevo promessa!
Comunque sono sicurissima che, dopo averla assaggiata, mi ringrazierete per avervi insegnato questa ricetta!!!
Quindi datevi da fare... Beh che state aspettando? Siete ancora qui???

Andate a comprare i peperoni sfaticati....
Eh eh eh... ;-*

ingredienti:
5-6 peperoni rossi (mi raccomando rossi sono più gustosi), 1 generosa manciatona di pinoli (a me piacciono quando sono abbastanza), un bella manciatona di prezzemolo tritate (abbondate, ce ne vuole abbastanza), 1 manciata di pangrattato (con questo invece non esagerate, altrimenti si impappa tutto), sale, olio d’oliva, 5-6 alicette.




preparazione:
Lavare, togliere il torsolo e i semi ai peperoni, tagliarli a quadrettoni e metterli in una teglia larga (devono essere aperti il più possibile e non ammassati l’uno su l’altro), aggiungere sopra il pangrattato, i pinoli, abbondante prezzemolo, le alicette sminuzzate. Mescolare bene il tutto con le mani e quindi irrorare generosamente di olio. Infornare a 200° per 35-45 minuti. I peperoni dovranno risultare cotti ma ancora cicciotti, non sfatti.
Sono stupendi anche freddi credetemi.



lunedì 13 ottobre 2008

Spezzatino con patate della mia mamma!




Si, si! Lo so’ sono stata un po’ latitante, ma ho avuto un po’ di cose da fare ed ora rieccomi qui. Quella che vi propongo oggi è una ricetta di mia mamma... e no, questa volta non è farina del mio sacco! Diciamo che io sono più portata per i primi, pizze, focacce, torte salate e per i dolci, e la Sora Simonetta (mamma) per i primi ed i secondi... questo è un ottimo connubio, sapete?? ^o^ eh eh eh...
Bando alle ciance e passiamo alle cose (magnerecce) serie!!!
Ecco qui la ricetta scritta proprio con le sante manine della mì mamma...

ingredienti x 4:
450 gr. di spezzatino di manzo, 2 coste di sedano, 1 carota, 1 cipolla medio-piccola bianca, rosmarino, salvia, sale q.b., vino rosso q.b. a coprire lo spezzatino (circa ½ bottiglia di buon vino a circa 12°, deve essere bello corposo), 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, 1 kg. di patate tagliate a cubetti, ½ bicchiere di olio d’oliva, farina q.b..

preparazione:
tritare finemente carota, cipolla e sedano e farli rosolare nel ½ bicchiere di olio a fuoco basso e in una pentola con i bordi alti. Infarinare i cubetti di carne e farli rosolare nel soffritto. Versare il vino fino a coprire lo spezzatino, mescolare, aggiungere anche rosmarino e salvia tritati finemente. Salare e far cuocere per 1 ora a fuoco basso e coperto. Dopo un’ora aggiungere il concentrato di pomodoro e le patate a cubetti, aggiungere altra acqua fino a coprire (aggiungere acqua se occorre: considerare, però, che le patate assorbono parecchio liquido) coprire con il coperchio e lasciar cuocere per circa 45 minuti – 1 ora (dipende dalla grossezza dei cubotti di patate. Controllare ogni tanto e se necessita aggiungere altra acqua senza esagerare (dovrà rimanere un sugo abbastanza fitto e scuro tipo goulash). Aggiustare di sale se occorre.

Buon appetito dalla Sora Simonetta!!!

mercoledì 8 ottobre 2008

pappardelle con pesto di melanzane :-9





Ecco un’altra ricettina che ho “rubacchiato” a Giovanna di Lost in kitchen (mille volte grazie Gio). Dato che io sono golosissima di melanzane, questa è una delle mille ricette che ho trovato nei vostri blog su questo favoloso ortaggio, e che ho voluto provare. E visto che siete tutte bravissime cuoche, tante e tante ricette mi sono appuntata per poi poterle provare. Quindi, mie care, di tanto in tanto, ritroverete le vostre ricettine sul mio blog... non me ne vogliate.
...Quello della cavia è uno sporco lavoro... ma qualcuno lo dovrà pur fare... E allora mi offro spudoratamente come cavia!!!
Ma torniamo alla ricetta in questione (ormai avete imparato a conoscermi: non sono di molte parole e vado subito al sodo!!!). Con questo squisito pesto ho voluto farci le pappardelle, che a me piacciono tanto e sono venute favolose, molto delicate e buonissime.
E allora parliamone di queste pappardelle.... parliamone...

ingredienti x 4:
400 gr. di pappardelle, 1 melanzana, 1 manciata di pinoli, 1 manciata di basilico, 1 cucchiaio di parmigiano, olio d’oliva, sale.

Affettare una melanzana a fette di un centimetro, non devono essere troppo sottili, salarla e farle fare l'acqua. (Io con le melanzane che ci sono oggi in commercio che non sono più amare come una volta, ometto tranquillamente questa procedura). Grigliarla senza farla troppo bruciacchiare e una volta raffreddata frullarla con una manciata di pinoli, una di basilico, un cucchiaio di parmigiano ed olio d’oliva q.b.. Aggiustare di sale se serve. Mettere a bollire abbondante acqua salata, come prende il bollore tuffarvi le pappardelle. Una volta cotte scolarle tenendo da parte un po’ del liquido di cottura. Condire la pasta stemperando il pesto con l'acqua di cottura. Servire con altro parmigiano grattugiato.
Che ve devo dì...

Slurp!!! Doppio slurp!!!

lunedì 6 ottobre 2008

baccalà alla marinara



L’altro giorno al supermercato ho trovato il baccalà (non quello secco, ma quello salato e inumidito) e, dato che mio marito è ghiotto di pesce, ho deciso di preparargli un piattino veloce inventandolo su due piedi.
Avevo dei pomodorini a grappolo ed ho deciso di fare il baccalà con un sughetto… così il maritozzo poteva fare anche la “scarpetta”...
Ecco la ricetta sciouè sciouè, anche se ci vogliono 2 giorni di ammollo del baccalà, cambiando spesso l’acqua per dissalarlo.

ingredienti:
500-600 gr. di baccalà sotto sale e umido (non quello completamente secco), 20-25 pomodorini ciliegina, ½ cipolla bianca, 1 pizzicone di origano, olio d’oliva, pepe macinato fresco, sale.

preparazione:
mettere in ammollo il baccalà per 2 giorni, cambiando spesso l’acqua per dissalarlo. Fatta questa operazione procedere con la cottura.
Levare la pelle al baccalà con un coltello affilato cominciando ad intagliarlo dalla punta e tirando via la pelle. Tagliare a tranci il baccalà e poi a filetti. In un tegame largo dai bordi alti mettere un bel fondo d’olio d’oliva, affettare la cipolla sottile metterla nell’olio e farla appassire. Dopo averli lavati, tagliare i pomodorini in 4 e tuffarli nel tegame. Aggiungere un bel pizzicone di origano e una bella macinata di pepe. Mescolare bene per amalgamare il tutto. Una volta amalgamato il sughetto mettere a cuocere il baccalà per circa 12-15 minuti coprendolo con 1 coperchio per mantenerlo umido e per non far ritirare troppo il sugo. A fine cottura assaggiare per sentire se è giusto di sale (ricordate che il pesce era sotto sale, quindi potrebbe non necessitare della salatura). Trascorso il tempo di cottura spengere il fuoco e servire.
Buon appetito a tutti.

giovedì 2 ottobre 2008

Cake feta olive ed erbe e... grembiule….



Questo è il grembiule che ho preso su in Trentino… lo trovo simpaticissimo e, quando mi metto in cucina a spentolare, lo indosso sempre….

Ma ora passiamo a cose più serie...





Un po’ di tempo fa’ ho comprato un bel libro sui plum cake, sia dolci che salati (quello che, però, mi fa’ rabbia di questi libri è che spesso ti mettono ingredienti che sono difficilissimi da trovare in commercio per noi umili massaie!) comunque, tra le tante ricette riportate, ho trovato questa che mi sfiziava molto. Io, come al solito, ci devo sempre mettere del mio... ci potete scommettere, così ho deciso di fare un’aggiunta: le olive, visto che con la feta e la menta mi sembrava un buon accoppiamento.
Beh, il cake è venuto veramente buono, con un profumo di menta mischiato al sapore pungente della feta… una vera “slurperia”!
Certo il sapore è molto particolare ma a quelli a cui piacciono i contrasti questo cake lo consiglio vivamente.
Per chi volesse provarlo ecco qui le dosi per questo cake:

180 gr. di farina, 3 uova, 1 dl di latte parzialmente scremato, 1 dl di olio d’oliva, 100 gr. di gruyère grattugiato con la grattugia a fori larghi, 200 gr. di feta, 1 manciatona di olive nere dolci denocciolate, 1 manciatona di erbe tagliate sottili (basilico, prezzemolo e menta), ½ bustina di lievito istantaneo per torte salate (io ho usato il lievito pizzaiolo della Paneangeli), burro e farina per la teglia, sale e pepe.




preparazione:
Scaldare il forno a 180°. Tagliare la feta a dadini e grattugiare il gruyère con la grattugia a fori larghi. Tenerli da parte. Tagliare a fettine le olive nere. Tritare finemente le erbe e tenere anche queste da una parte. Imburrare ed infarinare lo stampo da plum cake. In un’insalatiera media sbattere, con una frustina a mano, le 3 uova con l’olio ed il latte. Aggiungere la farina setacciata ed incorporarla bene al composto di uova. Aggiungere ora il gruyère, la feta, le olive e le erbette tritate. Amalgamare bene il tutto. Salare, pepare e mescolare. Incorporare delicatamente il lievito mescolando bene il composto. Versare l’impasto nello stampo da plum cake imburrato e infarinato. Mettere subito in forno e cuocere per 50 minuti. Far freddare prima di sformare.


mercoledì 1 ottobre 2008

Risotto dell’arcicuoca…

...(ovvero: risotto al prosecco e taleggio al profumo di limone e basilico)...
...titolo altisonante da cuoca perfetta, no????...


Ieri ero in vena di invenzioni!!! Così, come già sapete, io amo aprire il frigo e guardare che cosa mi offre… e invento, pasticcio, creo…. Quanto me piace pasticcià!!!
Insomma, per farla breve avevo del taleggio. E mo’ che ci fo’?
Pensa che ti ripensa mi sono scervellata per inventare qualche accoppiamento con qualche altro ingrediente…. nella speranza che non “cozzassero” tra loro!
EUREKAAAA! Trovato... faccio un risottino e ci metto della buccia di limone e del basilico!
Ma siiiiii, daiiiii, proviamo…
Ho chiesto a mamma e al maritozzo se fossero stati pronti per un esperimento…
e loro…(ormai rassegnati)... hanno fatto cenno di si…
Evvaiiiiiiii, si parte con la ricetta.
Mi metto in cucina e preparo prima tutti gli ingredienti tagliuzzati (come fanno i veri cuochi!!!) e poi comincio.
Finisco la ricetta, porto in tavola (ovviamente dopo averlo fotografato...non si tocca niente se prima non si è fotografato), assaggio… lascio assaggiare… qualche secondo di silenzio ...(oddio)... e poi giù complimenti a josa….
Evvivaaaa è piaciuto, e pure tanto!
E’ venuto fuori un risotto ben… come direbbero i cuochi??... “strutturato”?
Insomma, a noi è piaciuto: delicato e profumato al punto giusto.
Vabbé ragazzi… che aspettate mettetevi in cucina? Così capirete da soli!!!
(Si accettano commenti postumi...al risotto!!!)

Ecco gli ingredienti per 3:

320 gr. di riso (quello che scuoce, non quello gommoso che mantiene la cottura ma che io odio!), circa 1 bicchiere circa di prosecco (io ho usato il Berlucchi)150 gr. di taleggio, 1 manciata di parmigiano grattugiato, 1 limone biologico, ½ cipolla bianca piccola, 1 ciuffotto di basilico, pepe arcobaleno (quello tutto colorato), brodo di carne q.b. per la cottura del risotto (1 lt. circa), sale, olio d’oliva, 1 noce di burro, 1 dado da brodo.

preparazione:
Preparare il brodo con il dado e portarlo a bollire. Sciacquare bene il limone e, con un pelapatate, ricavarne 3-4 strisce dalla buccia, senza prelevare la parte bianca. Una volta che spicca il bollore abbassare il fuoco e mantenerlo sempre caldo. Tagliarle a julienne sottilissime e poi ancora a quadrettini piccolissimi (deve sembrare quasi un trito) e tenerlo da una parte. Tagliare il taleggio a cubetti. Tagliare a striscioline sottili il basilico ben lavato e asciugato con carta assorbente. Sbucciare e tagliare a velo ½ cipollina bianca. In una casseruola mettere un bel fondo di olio d’oliva e aggiungere la cipolla, farla appassire a fuoco moderato. Una volta appassita mettere il riso e farlo tostare qualche minuto, quindi aggiungere metà del prosecco e farlo ritirare completamente, ripetere l’operazione un’altra volta e farlo nuovamente ritirare. Quando sarà ritirato, cominciare ad aggiungere il brodo un mestolo per volta ed, ogni volta, farlo ritirare completamente prima di mettere altro brodo. Continuare così fino a cottura ultimata. Aggiustare di sale se serve (ricordate che taleggio e parmigiano sono già saporiti) e aggiungete una bella macinata di pepe. Togliere il risotto dal fuoco e aggiungere una noce di burro, mescolare bene fino allo scioglimento del burro. Aggiungete il taleggio e amalgamate bene fino a che, anche questo, sarà sciolto bene. Aggiungere il parmigiano e mantecare ancora. Impiattare e, all’ultimo prima di portare in tavola, aggiungere una bella spolverata di basilico e una di scorzette di limone tritato finemente. Servire caldo e buon appetito a tutti!


Approposito: fatemi sapere se vi è piaciuto!

domenica 28 settembre 2008

Tiramisù dell’arcicuoca ;-)




Mi è capitato spesso di mangiare diversi tiramisù, ma veramente pochi erano con una crema bella spumosa, soffice e piacevole al palato.
Diciamo che pochi lo sanno fare bene.
L’altro giorno, dovevano arrivare ospiti a pranzo e avevo deciso di cucinare tutto a base di pesce, (tranne l'aperitivo), infatti ho preparato, come stuzzichini per l'aperitivo (un prosecco Berlucchi) ho preso della pizza bianca, l'ho farcita con un velo di stracchino, sia sotto che sopra, e delle fette di pancetta coppata (quella tonda per intenderci) messa qualche minuto in forno e servita a quadrotti calda. Poi delle fettuccine tuttomare e il branzino dell'arciere (ricette presenti nel blog). Però non sapevo che dolce fare e, sbirciando tra i miei 1000 libri di ricette ho trovato questa del tiramisù… ed ho deciso di provarla. Ho apportato però qualche piccola modifica: pavesini al posto dei savoiardi, aggiunta di gocce di cioccolato e granella di nocciola. Inoltre la crema non è venuta niente male.

Io l’ho servito con un buon vino Porto freddo, consigliato in modo egregio dal mio "spacciatore di vini" (tirato fuori dal frigo ¼ d’ora prima di servirlo...

… Beh, è stato un successone!...
Quindi ecco qui il tiramisù dell’arcicuoca:

ingredienti:
1 pacco di pavesini, 500 gr. di mascarpone, 4 uova freschissime, 80 gr. di zucchero (io ne ho messi di più perché assaggiando la crema era poco saporita, quindi assaggiatela ed aumentate lo zucchero a piacimento), 1 macchinetta di caffè da 3 persone allungato con un po’ d’acqua (fate un po’ ad occhio), cacao in polvere amaro, 1 pizzico di sale, gocce di cioccolato fondente e granella di nocciola.

preparazione:
in una ciotola montare, con la frusta elettrica, gli albumi a neve ferma delle 4 uova con un pizzico di sale.Quindi montare, in un’altra ciotola i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa. Con 1 cucchiaio di legno lavorare, in un’altra ciotola, il mascarpone fino a farlo diventare cremoso e aggiungerlo ai tuorli amalgamandoli bene con la frusta elettrica. Incorporare, poi, gli albumi poco per volta, mischiando piano dall’alto verso il basso per non smontarli. Amalgamare bene fino a che non saranno tutti incorporati.
In una ciotolina mettere il caffè con un po’ d’acqua ed inzuppare velocemente i pavesini.
Disporli in una pirofila larga con i bordi alti. Metterne 2 file, una sopra l’altra.
Quindi aggiungere la crema di mascarpone e livellarla con il dorso del cucchiaio. Mettere qualche goccia di cioccolato e la granella di nocciola. Ricominciare con i 2 strati di pavesini inzuppati, la crema livellata ed il cacao passato con un colino a maglie fitte. In ultimo decorare con gocce di cioccolato e, se si vuole, altra granella di nocciola, (io all’ultimo ho messo solo gocce di cioccolato).
Slurp, arf, arf!

giovedì 25 settembre 2008

pasta fredda al salmone...ultimi ricordi d'estate!



Qualche giorno fa’, in una sorta di bar “siediti-e-mangia” ho assaggiato una pasta fredda veramente ottima, insomma una vera golosità che, manco a dirlo, ho rifatto subito a casa. Beh, la mamma e il maritozzo se la sono letteralmente divorata e ciò mi sembra un buon indice per capire che posso anche riproporla ad amici quando vengono a cena. Di mio ho solo aggiunto un pochino di tonno, per il resto l’ho fatta tale e quale.

Silvia (golosòtopi) questa è un suggerimento per la tua cena romantica di stasera:

ingredienti per 3:
320 gr. di pasta tipo eliche, 1 confezione da 100 gr. di salmone affumicato, 1 manciatona di insalata rughetta, 1 manciatona di olive nere dolci snocciolate (io in genere prendo quelle della Alisa che sono buonissime), 4-5 cucchiai di mais, 1 scatoletta piccola di tonno (circa 52 gr. sgocciolato), olio d’oliva, sale, pepe arcobaleno ducros (è quel pepe tutto colorato da macinare all’istante che da' un sapore piacevole e non è piccante, troverete la foto qui di seguito)… e tanto amore!!!



preparazione:
mettere sul fuoco abbondante acqua salata per la pasta, quando bolle tuffarvi la pasta, cuocerla al dente, scolarla e metterla da una parte condita con un po’ d’olio per non farla attaccare e per farla freddare.
Nel frattempo che la pasta cuoce preparare il condimento: in una ciotola che, poi, accoglierà la pasta tagliare a quadrettini il salmone con una forbice, sciacquare il mais e le olive in un colino, tagliarle le olive a rondelle, lavare e tagliare con una forbice la rucola a striscioline sottili, scolare il tonno dall’olio e mettere il tutto nella ciotola. Condire con olio e pepe.


Quando la pasta sarà fredda aggiungerla al condimento e mescolare bene il tutto.


Se occorre aggiustare di sale e buon appetito ragazzi!

lunedì 22 settembre 2008

Gateau di patate allo yogurt (delizioso)...




Oggi sfogliando cucina moderna, ho trovato questa ricetta (che spesso faccio anch’io ma senza lo yogurt e le chiare montate a neve) e proprio per la presenza dello yogurt e degli albumi montati a neve mi ha incuriosito. Quindi con la mamy ci siamo detti di provare a farlo per vedere la differenza.
L’unica cosa che ho cambiato è stata che la ricetta prevedeva 4 pomodori secchi tagliati a dadini, ma io non li ho messi perché non li avevo. Il risultato è stato un gateaux con un sapore stupendo e morbidissimo. Purtroppo la foto non rende perché, proprio per quanto risulta soffice quando è caldo, si rompe facilmente. Quindi ho dovuto fotografarlo da freddo e così sembra essere compatto e si vedono i quadretti di mozzarella all’interno, ma vi assicuro che è tutto il contrario, provatelo… mi darete ragione.

Ecco qui le dosi per un bel gateau:

1 kg. di patate lessate, 4 uova, 50 gr. di grana grattugiato, 40 gr. di pecorino romano grattugiato, 180 gr. di mozzarella a tagliata a dadini, 150 gr. di yogurt greco, olio d’oliva, 10 foglie di basilico, burro, pangrattato, sale.

preparazione:
Accendere il forno a 180° e lessare le patate. Una volta lesse sbucciarle e schiacciarle con lo schiacciapatate quando sono ancora calde e metterle in 1 ciotola, unire i formaggi grattugiati, lo yogurt, i tuorli e il basilico tritato, la mozzarella e gli albumi montati a neve.
Trasferire il composto in 1 stampo a cerniera di 22 cm., imburrato. Livellare il composto con il dorso di un cucchiaio, distribuire un filo d’olio e un po’ di pangrattato sopra. Infornare per 50 minuti.
E buon appetito a tutti.

venerdì 19 settembre 2008

Pasta e patate... la mitic@!!!



Anche questa è una delle ricette di mia mamma, cuoca bravissima e appassionata di cucina come me.
Questa minestra è veramente buona e, se la lasciate un po’ liquida e non la fate asciugare troppo, è proprio gustosa.
Ora, visto che qui la temperatura si è abbassata notevolmente, è piacevole un piatto caldo la sera.
Ecco qui le dosi per 3 persone:

2 patate medie, 150 gr. di pasta tipo tubetti o spaghetti spezzati, 1 spicchio d’aglio, 2 coste di sedano, 1 carota, ½ cipolla media o 1 piccola, olio d’oliva, 1 dado da brodo, 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro, sale.

preparazione:
tritare quasi a crema il sedano, la carota e la cipolla. Lavare, sbucciare e tagliare a quadrettini piccoli le patate. In una pentola, meglio se di coccio, mettere olio d’oliva fino a coprire il fondo e lo spicchio d’aglio. Far rosolare l’aglio e poi toglierlo. Aggiungere la crema di odori e mandarlo a fuoco basso per qualche minuto. Quindi aggiungere le patate nella pentola e farle insaporire per 5 minuti. Mettere, poi, tanta acqua quanta ne serve per coprire gli ingredienti, il dado e 1 cucchiaio raso di concentrato di pomodoro. Far sobbollire per circa 45 minuti a fuoco basso. Se necessario aggiungere altra acqua. Allungare con acqua prima di tuffarvi la pasta e cuocere per quanto necessario. Servire.

Mia cognata che è un’intenditrice di buona cucina e una bravissima cuoca, la fa’ come si usa in Calabria e, una volta cotta come sopra descritto, tenendola più asciutta, poi la mette in una teglia con i bordi alti la cosparge sopra con abbondante caciocavallo e la inforna fino a che il formaggio è fuso… et voilà sfornata una vera e propria delizia! Provatela mi darete ragione, vero Simo???

Torta morbida di ricotta



Ebbene si! Questa ricetta l’ho rubata alla cara amica Essenza di Vaniglia (grazie, grazie infinitamente grazie Essenza, non sai quante te ne ruberò, eh,eh, eh!). Quando l’ho vista ho cominciato a sognarmi di notte questa delizia e non ho potuto fare a meno di provarla. Beh, avete presente le ragazzine che, quando la mamma fa il dolce, si puliscono la ciotola dal preparato con le dita??? Si, si…. proprio così….l’ho fatto!!! Ho ripulito la ciotola, una volta svuotata nella tortiera, con tutte e cinque le dita!!! (di più se ne avessi avute a disposizione, l’altra mano era impegnata a tenere la ciotola! Eh, eh, eh!). Meno male che nessuno guardava!!!!
…(E vaiiiii! La ciccia impera!!!)…
Comunque cara Essenza la tua torta è venuta bellissima e buonissima, ho solo fatto due piccole modifiche: non ho messo il liquore all’anice perché non lo amo tanto ed ho aggiunto dei pinoli che a me piacciono molto.
Ed ecco qui la ricetta di Essenza leggermente modificata:

ingredienti:
400 gr. di ricotta, 300 gr. di zucchero, 300 gr. di farina, 3 uova intere + 1 tuorlo, 1 bustina di lievito per dolci (io ho usato quello vanigliato), scorza grattugiata di 1 limone, 1 grossa manciata di pinoli, 1 pizzico di sale.



preparazione:
Accendere il forno a 165°.
In 1 ciotola montare 3 albumi, a neve, con un pizzico di sale e 50 gr. di zucchero, in un'altra ciotola montare la ricotta con 250 gr. di zucchero, unire prima i 4 tuorli, mescolare, poi, sempre un ingrediente alla volta mescolando ogni volta, la scorza del limone, la farina e il lievito setacciati, ed infine i pinoli.
Unire al composto di ricotta gli albumi montati a neve con una spatola mescolando piano dal basso verso l’alto per non smontare gli albumi.
Mettere il composto in 1 stampo imburrato e infarinato ed infornare per 50 minuti. Quindi, al termine, spengere il forno e lasciare dentro la torta per altri 10 minuti per farla asciugare. Sfornare, metterla su di 1 piatto da portata e lasciar freddare.

L’odore che si sprigionava mentre era in forno era magnifico… vi lascio immaginare il resto!



giovedì 18 settembre 2008

Pane semi-nero dall'odore devastante!!!




Dopo un paio di prove con la Macchina del pane (ne ho fatto un tipo nero e uno bianco classico), finalmente mi sono decisa a fare di testa mia e a miscelare 3 diverse farine in proporzioni diverse. Risultato è venuto fuori un pane paradisiaco e le parole di mio marito quando la cucina era invasa dall’odore di pane caldo sono state: “L’odore di questo pane caldo è devastante, per quanto è buono!!!”. Quindi mettetevi in caccia delle varie farine e provatelo perché è fantastico, ve lo assicuro.

(Soprattutto procuratevi formaggio, salumi e quant’altro perché sparirà in un batter d’occhio! FIDATEVI!!!).

Ora passiamo alle dosi per la mdp:

ingredienti:
470 ml. di acqua, 1 cucchiaio e 1/2 di miele (i cucchiai e i cucchiaini sono il misurino in dotazione con da una parte il cucchiaio e dall’altra il cucchiaino), 2 cucchiai di olio, 135 gr. di farina preparato per pane nero ai 7 cereali (del molino Spadoni), 235 gr. di farina Manitoba (la trovate sia del molino Spadoni che delle farine magiche), 315 gr. di farina “00”, 1 cucchiaino e ½ di lievito secco (quello a pallini per intenderci), 2 cucchiaini di sale.


questa é la farina ai 7 cereali.



preparazione:
mettere nella mdp l’acqua e sciogliervi il miele, quindi aggiungete l’olio. Dopo aver inserito tutti i liquidi, mettere la farina e fate al centro un’incavo che possa accogliere il lievito. Al lato, invece, mettete il sale che non deve entrare in contatto diretto col lievito, altrimenti ne inibisce la sua funzione. Far partire la mdp e una volta finita la cottura estraete il cestello, sformate il pane e giratelo su di un lato per far asciugare la base, o, meglio ancora, mettetelo su di una griglia.
Far freddare così per un po’ prima di consumare…

…se ci riuscite!!! Eh, eh, eh!!!…


mercoledì 17 settembre 2008

Pasta con il ragù di pesce



L’altro giorno io ed il maritozzo (con panna) avevamo voglia di pesce. Siamo andati in pescheria e, sbirciando tra i pesci, mi sono detta che non avevo proprio voglia né di usare il forno né di pulire il pesce… che fare allora?
Il pesce ci andava, ma ero un po’ svogliata… ufff….
Ideonaaaaa! Ora compro dei filetti e ci fo’ qualcosa… si, vabbé ma cosa? Per non fare i soliti filetti di pesce in padella con la finocchiella?
Ari-ideonaaaa… Ci faccio un ragù di pesce… e vai con la pasta!!!
…Mmmhh…. mumble, mumble… ma come lo faccio sto’ ragù? Senza pensarci troppo mi sono messa in cucina con pentole e ingredienti ed ho inventato questo sughetto semplicissimo e velocissimo… parola di arcicuoca!!!! :-)))
Ecco qui gli ingredienti x 2:

200 gr. di pasta corta, 1 filetto di cernia, 1 filetto di pangasio, 400-500 gr. di passata di pomodoro, 1 spicchio d’aglio, olio d’oliva, vino bianco secco, sale e pepe, prezzemolo tritato.




preparazione:
mettere a bollire abbondante acqua salata e nel frattempo preparare il ragù. Sciacquare i filetti di pesce, asciugarli e tagliarli a cubetti di media grandezza. Mettere in un tegame largo un fondo d’olio d’oliva e lo spicchio d’aglio. Farlo rosolare e poi toglierlo. Togliere anche il tegame dal fuoco e farlo freddare un momento, una volta freddato (altrimenti il pesce si attacca) tuffare il pesce, rimetterlo sul fuoco dolce, sfumare con del vino bianco secco, farlo cuocere piano piano girandolo senza farlo attaccare. Una volta cotto il pesce per qualche minuto (deve diventare bianco) aggiungere la passata di pomodoro. Far cuocere per un'altra decina-quindicina di minuti. Quando il ragù sarà cotto salare e pepare. Nel frattempo, raggiunto il bollore, tuffare la pasta e scolarla al dente. Condirla con il ragù, mettere una spolverata di prezzemolo tritato e servire calda.

martedì 16 settembre 2008

Un post doveroso e sconvolgente!!!



Leggo ora sul sito della cara amica Giovanna http://lost-in-kitchen.blogspot.com/ questo post che copio e incollo perché la gente conosca certe ingiustizie, che accadono al giorno d'oggi, e, vista la potenza del tam tam di internet, è doveroso far girare. Soprattutto perché, in questa strana società di oggi, ci atteggiamo tanto ad emancipati e queste porcherie non dovrebbero proprio accadere perché si torna indietro di secoli con questo comportamento che, di certo, non è da persone intelligenti!


Mi associo a Giovanna e...


A voi i commenti...




martedì 16 settembre 2008



Ci tengo a far conoscere questa vicenda, che nemmeno commento.Ogni commento sarebbe superfluo.Copio-incollo dal post originale che ho trovato qui: http://blackcat.bloggy.biz/archive/3280.html.



"Alla CA. Gentile Direzione Carrefour di AssagoMi chiamo Barbara e sono la mamma orgogliosa di un bambino autistico di quattro anni.Nel Vostro sito, leggo della Vostra missione e soprattutto del Vostro impegno nel sociale.“La nostra capacità di integrarci con il territorio in cui siamo presenti, di comunicare con le istituzioni locali e di sostenere progetti sociali e associazioni umanitarie si riscontra attraverso azioni concrete:• Finanziamento della ricerca contro alcune malattie del XXI secolo• Sostegno alla giornata nazionale indetta dal Banco Alimentare per la raccolta di generi alimentari• Sostegno di iniziative umanitarie di vario tipo”Lasciatemi dire che oggi nel punto vendita di Assago avete sfiorato la discriminazione punibile per legge.Era previsto un evento che mio figlio aspettava con ansia: il tour delle auto a grandezza reale del film Cars.Vestito di tutto punto con la sua maglietta di Cars, comprata DA VOI, oggi l’ho portato, emozionatissimo, ad Assago. Vista la posizione di Saetta, ci siamo avvicinati per fare una foto. Click, click, click, bimbo sorridente a lato della macchina. Avevate previsto un fotografo, sui sessant’anni, sembrava un rassicurante nonno con una digitale da 2000 euro, collegata a un pc dove un quarantacinquenne calvo digitalizzava un volantino carinissimo con le foto dei bimbi di fronte a Saetta, stampate all’interno della griglia di un finto giornale d’auto. Una copertina, insomma, che i bimbi chiedevano a gran voce e avrebbero poi incorniciato in una delle costose cornici in vendita nel Vostro reparto bricolage. Chiaramente, il mio biondino, che purtroppo per la sua malattia non parla (ancora), mi ha fatto capire a gesti che gli sarebbe piaciuto. Per quale ragione non farlo? Semplice, lo avrei capito dopo poco.Attendo il turno di mio figlio, con estrema pazienza, e senza disturbare nessuno. Ci saranno stati una ventina di bambini, non di più. Non cento, una ventina.Arriva il turno del mio piccolo, e non appena varca la transenna, resta il tempo di ben DUE SECONDI girato verso il suo idolo a grandezza naturale, invece di fissare l’obiettivo del fotografo. Mi abbasso, senza dar fastidio alcuno, scivolo sotto la corda e da davanti, chiedo a mio figlio di girarsi. Il fotografo comincia ad urlare “Muoviti! Non siamo mica tutti qui ad aspettare te” Mio figlio si gira, ma non abbastanza secondo il “professionista”. Gli chiedo “Per favore, anche se non è proprio dritto, gli faccia lo stesso la foto…” “Ma io non ho mica tempo da perdere sa? Lo porti via! Vattene! Avanti un altro, vattene!” Un bambino a lato urla “Oh, mi sa che quello è scemo” e il vostro Omino del Computer, ridendo “Eh, si! Vattene biondino, non puoi star qui a vita!” Mio figlio, che non è SCEMO, non parla ma capisce tutto, sentendosi urlare dal fotografo, da quello che digitalizzava le immagini e dalla claque che questi due individui hanno sollevato ed aizzato, si mette a piangere, deriso ancora dal fotografo che lo fa scendere dal piedistallo di fortuna che avete improvvisato davanti alla macchina, facendolo pure inciampare. A nulla valgono le imbarazzate scuse della guardia giurata,che poco prima aveva tranquillamente familiarizzato con mio figlio. L’umiliazione che è stata data dai Vostri incaricati, che avrebbero dovuto lavorare con i bambini, a un piccolo di quattro anni che ha la sfortuna di avere una sindrome che poco gli fa avere contatto visivo con il resto del mondo e non lo fa parlare, è stata una cosa lacerante. In lacrime, con il torace scosso dai singhiozzi, umiliato, deriso, leso nella propria dignità di bambino non neurotipico. Una signorina, con la Vostra tshirt, mi si è avvicinata per chiedermi cosa fosse successo. Alla mia spiegazione, dopo averle detto che il piccolo aveva una sindrome autistica, mi ha detto “Ma se non è normale non lo deve portare in mezzo alla gente“.Son stata talmente male da non riuscire a reagire, ho dovuto uscire all’aria aperta, con il bambino piangente, per prendere fiato dopo tanta umiliazione.Ho pianto. Dal dolore.Questo è l’articolo 2 comma 4 della legge 67 del 1 Marzo 2006, a tutela dei soggetti portatori di handicap:-Sono, altresì, considerati come discriminazioni le molestie ovvero quei comportamenti indesiderati, posti in essere per motivi connessi alla disabilità, che violano la dignità e la libertà di una persona con disabilità, ovvero creano un clima di intimidazione, di umiliazione e di ostilità nei suoi confronti.Vorrei sapere come intendete agire, se con una scrollata di spalle come i Vostri dipendenti, di fronte a un trauma che avete fatto subire ad un bambino che già dalla vita è messo ogni giorno a dura prova.Manderò questa mail in copia alla segreteria dell’onorevole Carfagna, e alla redazione di Striscia la Notizia, oltre a pubblicarla sul mio sito personale.Tacere non ha senso, e ancora minor senso hanno le umiliazione che io e mio figlio abbiamo subito oggi."